‪#‎AcquaBenePubblico‬

Tutte le forze politiche che oggi – a distanza di un solo giorno dal Consiglio comunale in cui si approverà la delibera di trasferimento all’ERSI delle reti idriche – si affannano per cercare di correre ai ripari, dal 2011 (anno di approvazione della Legge regionale) ad oggi, non hanno mosso un solo dito per evitare che il Servizio Idrico Integrato venisse affidato ad una società come l’ACA S.p.A. che a causa di una gestione tutt’altro che trasparente, ha accumulato quasi 70 Milioni di Euro di debiti ed è stata costretta a ricorrere al concordato preventivo per evitare di dichiarare bancarotta!

Il Sindaco di Chieti non ha colto nessuna delle opportunità offerte dalla Legge regionale 9/2011 attraverso la partecipazione attiva alle riunioni dell’Assemblea dei Sindaci che ha competenza sulla organizzazione del Servizio Idrico, sulla scelta della forma di gestione e l’affidamento e soprattutto, sulla determinazione delle tariffe all’utenza.

Nessuna forza politica di opposizione presente nel Consiglio comunale ha mai vigilato sulle attività che avrebbe dovuto porre in essere il Sindaco del nostro Comune, unitamente agli altri primi cittadini dei Comuni della Provincia di Chieti i quali, anziché partecipare alle assemblee dell’ASSI, proprio al fine di favorire il governo pubblico del Servizio e garantire l’uso sostenibile e solidale della risorsa idrica, hanno, di fatto, disertato puntualmente e sistematicamente, le varie riunioni.

Tutti i maggiori esponenti politici teatini e non, hanno dimostrato un imbarazzante e colpevole disinteresse nei confronti di un argomento di vitale importanza ed oggi è troppo tardi per porre rimedio ad anni di inconsistenza istituzionale e politica.

A causa di questo colpevole lassismo siamo costretti ad affidare la gestione del Servizio Idrico proprio all’ACA S.p.A., società che sebbene già alla fine del 2013, denotava diverse criticità ed incoerenze in grado di incidere negativamente sull’affidamento, è stata individuata quale gestore del Servizio Idrico proprio in assenza di valide alternative che dovevano essere individuate dai Sindaci dei Comuni proprietari delle reti idriche.

L’unica possibilità di scongiurare gli effetti negativi, per i cittadini di Chieti, dovuti all’indebitamento fuori controllo dell’ACA S.p.A., è che i Sindaci garantiscano il loro impegno all’interno dell’ASSI poiché a loro competono le funzioni di organizzazione del Servizio Idrico, la scelta della forma di gestione, l’affidamento della gestione e la determinazione e modulazione delle tariffe.

Proprio per questo motivo il M5S presenterà alcuni emendamenti alla Delibera oggetto di approvazione per assicurare che il Sindaco, nei prossimi anni di mandato, partecipi attivamente alle riunioni dell’ASSI della Provincia di Chieti ove svolgere correttamente il proprio ruolo istituzionale e per richiedere l’istituzione di uno sportello pubblico di informazione e sostegno alla cittadinanza.

Occorrerà inoltre istituire, già dai primissimi giorni del nuovo anno, un confronto serio e costruttivo, anche a livello regionale e statale affinché le sorti del Servizio Idrico Integrato siano chiare e rispettose del principio che vuole l’acqua quale bene pubblico insuscettibile di mercificazione.

Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo – M5S Chieti.ERSI